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Perché avere un sito web aggiornato e ottimizzato SEO. Con parole semplici.

18 Luglio 2018 by BCD

Voglio fugare, in poche righe e con parole semplici che siano comprensibili a tutti (anche a chi di “internet” non ci capisce nulla e magari ritiene che non sia importante) tutti fraintendimenti, i dubbi intorno all’importanza di avere un sito web aggiornato e ottimizzato SEO.
Oggi l’acronimo SEO (Search Engine Optimization) si spende molto (forse troppo) facilmente e mi rendo conto che non sempre è facile spiegare perché è importante senza ingenerare attacchi di noia incontrollabile.
Quindi ho deciso di ricorrere ad un paragone, e non aggiungo altro.

Cominciamo con le domande più comuni.

Cosa significa non avere un sito web per la propria attività?

E’ come voler fare il cantante, possedere delle doti canore eccezionali ma non cantare mai (neppure sotto la doccia).

Cosa significa avere un sito web e non alimentarlo mai?

E’ come voler fare il cantante, possedere doti canore eccezionali e cantare sempre e soltanto la stessa canzone: la prima volta piace, dopo stanca e alla fine, nella migliore delle ipotesi, verremo ignorati.

Cosa significa avere un sito web, alimentarlo ma non ottimizzarlo con la SEO?

E’ come voler fare il cantante, possedere delle doti canore eccezionali e un grande repertorio di canzoni ma cantare solo e soltanto a casa nostra: nessuno ci scritturerà mai, chi ha interesse a sentirci cantare, non può sapere che esistiamo, perché, di fatto, non ci può sentire cantare.

Cosa significa invece avere un sito web, alimentato e ottimizzato con la SEO?

Significa voler fare il cantante, avere doti canore eccezionali, uno vasto repertorio e cantarlo in tutte le piazze che contano a davanti a tutti coloro che desiderano veramente ascoltarci: impossibile non essere scritturati e non avere davvero l’opportunità di diventare famosi, vi pare?


Non credo ce ne sia ancora bisogono ma, volendo riportare tutto sul piano più professionale, avere un sito web con contenuti ottimizzati SEO significa avere un sito che viene trovato dagli utenti, significa fornire contenuti utili e incrementare la lead generation.

Il paragone utilizzato non è affatto preciso per quanto riguarda i significati ma è perfettamente calzante se parliamo della funzione che i concetti di “contenuto” e “SEO” svolgono sulla reale utilità di un sito web.

A questo punto dire: “non ci ho capito molto…” spero sia almeno un pò più difficile.

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Google è cieco ma sa leggere: breve guida su come ottimizzare le immagini

9 Marzo 2018 by BCD

Una breve guida su come ottimizzare le immagini per Google.

E’ un dato di fatto: Google è cieco, cieco dalla nascita. Il più grande, potente ed esaustivo motore di ricerca del mondo ha la stessa dote visiva di una talpa.
La domanda che potremmo farci allora è “come mai le immagini sono presenti quando noi facciamo una ricerca?” Come mai esiste un’intera parte del motore di ricerca esclusivamente dedicato alle immagini? 

Chi di noi non ha mai fatto una ricerca per immagini?

Tutti noi ogni giorno, cerchiamo delle immagini utilizzando un motore di ricerca essenzialmente cieco, che non vede (letteralmente) ciò che ci restituisce come risultato della nostra ricerca. Ma allora, com’è possibile che cercando “scarpe da trekking rosse” lui mi metta disposizione effettivamente le immagini di decine di scarpe, scarpe da trekking, per l’appunto di colore rosso. Come diavolo può sapere com’è fatta una scarpa da trekking, rispetto ad una scarpa da ginnastica. Come può sapere quale scarpa è rossa e non invece verde o gialla?

La verità è semplice anche se decisamente contro-intuitiva: Google ci vede perché sa leggere.

Si potrebbe facilmente obbiettare che le immagini sono fatte di forme, colori, luci, pixel, non certo di lettere e parole. L’obiezione è pertinente, ma non del tutto vera.

Le immagini che quotidianamente vengono date in pasto a Google da tutti i siti web, da tutti i social network e repository del pianeta, contengono meta-informazioni testuali (o altrimenti definiti attributi testuali) che descrivono a parole ciò che l’immagine rappresenta. Google risponde alla nostra ricerca di scarpe da trekking rosse con una immagine che nella sua meta-descrizione sicuramente contiene le tre parole chiave: scarpe / trekking / rosse.

Google vede solo se siamo noi a dirgli cosa deve vedere.

Google vede un’immagine nella misura in cui siamo noi a dirgli cosa quell’immagine rappresenta e quale caratteristiche visive ha.
Ora sappiamo che una grande fetta dei risultati delle nostre ricerche sul web sono costituite da immagini. Sappiamo anche che spesso le immagini valgono più delle parole. Ci mostrano immediatamente ciò che stiamo cercando e meglio di qualunque parola, ci conducono alle informazioni che vogliamo e, aggiungerei, all’acquisto di ciò che desideriamo.

Ogni immagine che carichiamo sul nostro sito contiene 4 attributi testuali che sono un percorso obbligato (e ovvio) per chiunque faccia della SEO una professione:

Breve guida su come ottimizzare le immagini per Google
Breve guida su come ottimizzare le immagini per Google
  1. TITOLO: il riferimento principale dell’immagine
  2. DESCRIZIONE: riferimento secondario ma sempre utile per arricchire le informazioni che definiscono il contenuto dell’immagine
  3. ALT TEXT: l’attributo fondamentale che ogni immagine deve avere. Letteramente significa “Testo Alternativo” ed è quello che il motore di ricerca utilizza per classificare  e definire il contenuto dell’immagine. Come pensate che Google possa interpretare la vostra meravigliosa foto delle scarpe da trekking rosse se questo testo è qualcosa del tipo “45689045_uj_L.jpg”?
  4. DIDASCALIA: questo è un testo didascalico spesso visibile nella pagina che contiene l’immagine: anch’esso, seppure con minore peso, contribuisce alla corretta identificazione dell’immagine da parte del motore di ricerca.

Arriviamo al punto di questa breve guida su come ottimizzare le immagini per Google.

Siamo impegnati giorno dopo giorno a vendere i nostri prodotti e servizi sul web. Tanto lavoro, se siamo bravi, lo dedichiamo ad ottimizzare i contenuti dei nostri siti e dei nostri e-commerce affinché i nostri contenuti scalino le classifiche dei risultati di ricerca di Google, sudando per ogni singola posizione guadagnata dai nostri testi.
Se è vero che le immagini sono un buona parte dei risultati di ricerca di Google… perché non dedichiamo loro la medesima attenzione che dedichiamo agli altri contenuti?
Esistono siti che non riescono a competere sui contenuti testuali con siti più grandi e trafficati ma li sorpassano alla grande quando si tratta di immagini e riescono, grazie ad una loro corretta ottimizzazione a posizionarsi nei primi risultati delle ricerche.

Davide ancora una volta può abbattere Golia, a patto che utilizzi bene la sua fionda.

 

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Report 2017 sull’uso di internet nel mondo e in Italia

13 Settembre 2017 by BCD

Perché le aziende non investono ancora abbastanza su Internet e sui social network?

Quando mi trovo a parlare con potenziali clienti del mio lavoro sul web percepisco, ancora oggi, una sfiducia malcelata nei confronti di “internet”, una forma strana di snobismo nei confronti di tutto ciò che è digitale e a volte una sorta di pregiudizio nei confronti di un mondo ancora oggi, nel 2017, poco considerato dalla piccola imprenditoria Italiana.

Forse questo ritardo è dovuto al fatto che il piccolo imprenditore di oggi  continua spesso l’impresa di famiglia e quindi creata da nonni e genitori che hanno costruito la propri azienda dal nulla, con le proprie mani e in un contesto e in un mercato totalmente diverso da quello attuale, con regole e strumenti profondamente diversi da quelli attuali. Questi strumenti restano validi anche oggi ma non possono essere gli unici su cui fondare la propria attività purtroppo.

Molte aziende, alcune ancora guidate dai propri storici fondatori, si trovano quindi a vedere con diffidenza gli investimenti in un mondo che non è quello nel quale si sono mossi in passato, un mondo e un mercato dove i potenziali clienti hanno spostato la propria presenza dalla carta stampata e dalla televisione, al web e ai social network. Non considerare i nuovi modi di comunicare e di condividere del mondo di oggi significa parlare a vuoto, spendere ingenti somme nella pubblicità tradizionale con ritorni sempre minori, con un costo a contatto enorme.

Non sempre, nel proporre ai clienti le strategie di marketing che ritengo migliori per la loro specifica situazione, riesco a vincere questa diffidenza nei confronti del digitale ma cerco di fornire comunque dei dati, dati importanti che possano servire a comprendere, a capire un pò di più il macrosospico errore che sta nell’ignorare le strategie di marketing sul web e sui social network.

Tralasciamo per il momento il mondo intero (i cui numeri sono ancor più rilevanti) e concentriamoci sull’Italia con tre “macro-dati” che di per se rapprendano e fotografano abbastanza eloquentemente il mondo in cui ci muoviamo.

Su quasi 60 milioni di abitanti, 39 milioni navigano nel web (internet) per i più svariati scopi.

Diciamo che possiamo sfatare la prima diceria che vorrebbe sostenere che le persone (o i potenziali clienti) “non stanno su internet”. Ben i 2/3 della popolazione usa e naviga nel web. Se vogliamo ignorare l’esistenza di internet bisogna assumersi la responsabilità di questa scelta.

Il 52% della popolazione italiana accede, mensilmente, a piattaforme social.

Gli stessi italiani di prima se non di più, guarda un pò, stanno pure su social network. Anche qui la scelta di ignorare il dato, perchè ad esempio si ritiene che Facebook sia solo un luogo in cui perdere tempo, implica una importante assunzione di responsabilità.

L’85% della popolazione usufruisce del web attraverso dispositivi mobili ovvero smartphone e tablet.

Direi che è ampiamente arrivata l’ora di smettere di additare gli smartphone come oggetti infernali e incomprensibili (a dire il vero l’ora è arrivata da già da un pò). Lo smartphone è oggi è un device, il principale mezzo di fruizione delle informazioni, come lo fu la televisione nello scorso secolo (e che in misura minore e molto diversa è ancora oggi)

Questi tre importanti numeri si possono facilmente dedurre dal report redatto annualmente da wearesocial e hootsuite   

Un report molto importante e nel quale poter trovare una fotografia molto fedele dello stato attuale dell’utilizzo del web e dei social media oggi.

Un consiglio: leggetelo.

 

 

 

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