Facebook cambia ancora: sarà la fine delle pagine aziendali?

Facebook ufficializza il cambio del suo algoritmo: meno visibilità per le pagine fan

Dell’ennesima svolta di Facebook se n’è fatto un gran parlare negli ultimi mesi, con toni più o meno allarmistici e più o meno positivi. Su una cosa però non si può discutere: si tratta di un cambiamento “pesante” con ricadute su tutte quelle aziende che investono sulle proprie fan page.

In che cosa consiste questo cambiamento?

In parole semplici ed in estrema sintesi: il cambio dell’algoritmo porta ad un nuovo criterio di selezione dei contenuti della news Feed di Facebook, criterio che ridurrà la visibilità dei post delle Pagine in favore dei contenuti dei contatti personali. L’algoritmo privilegerà in particolare i post e i video che creano interazioni soprattutto se ad opera dei propri contatti.

Perchè questo cambiamento?

Arriviamo subito al nocciolo della questione e rispondiamo alla domanda più importante: perché Facebook vuole privilegiare i contenuti di amici e parenti a scapito di quelli delle pagine?
Escludiamo a priori quello che dichiara Facebook stesso in merito perché è ovvio che un simile cambiamento ha ragioni che travalicano di gran lunga il semplice intento di rendere più soddisfatti gli utenti.
Secondo alcuni autorevoli analisti e conoscitori delle dinamiche social la mossa di Facebook ha due principali ragioni: dare un risposta alla conclamata incapacità dell’algoritmo di arginare il fenomeno dilagante delle fake news e in secondo luogo aumentare il “consumo” di Facebook da parte degli utenti, che negli ultimi tempi pare non sia cresciuto. Tutto qui? No e lo si capisce analizzando meglio le conseguenze di questo cambiamento.

Quali le conseguenze di questo cambiamento?

La prima conseguenza del mutato algoritmo sarà l’azzeramento (o quasi) della visibilità organica dei contenuti delle pagine e questo determinerà un primo vantaggio per il colosso di Zuckerberg: l’aumento dei budget investiti per sponsorizzare i contenuti da parte delle aziende che già investono in Facebook ads.
In secondo luogo Facebook sarà in grado di raccogliere informazioni sempre più precise e di qualità per ogni utente, aumentandone la profilazione. L’aggregazione nelle news feed dei contenuti di amici e parenti consentirà al social di conoscere meglio le cerchie degli utenti attraverso le relazioni di scambio che avvengono al loro interno.
Infine, ma non per ultimo, con molta probabilità vedremo un riaffermarsi prepotente della figura dell’influencer, (ovvero degli utenti le cui opinioni influenza quelle degli altri utenti)  che non ha mai goduto di grande fortuna su Facebook, almeno fino ad oggi.
Se quindi si può affermare che da un simile cambiamento ci guadagni sia l’utente (che dovrebbe vedere nel proprio feed solo ciò che vuole desidera) che Facebook (maggiori introiti pubblicitari e maggiore profilazione degli utenti), altrettanto non potranno dire aziende e professionisti che veicolano il proprio brand, attraverso le pagine fan.

Cosa possono fare le aziende e i professionisti che utilizzano le pagine come strumento promozionale?

Le azioni da porre in essere per minimizzare l’impatto di questo importante cambiamento sulle aziende e sui professionisti che fino ad oggi hanno utilizzato intensamente le pagine per promuoversi sono poche ma importanti.

Prima di ogni altra cosa è necessario un ripensamento generale della propria strategia su facebook: se il social di Zuckerberg cambia le regole del gioco, bisogna imparare a giocare con le nuove regole, prima degli altri e meglio degli altri. Quindi, innanzitutto verificare e monitorare la resa delle campagne, in termini di click, budget e visualizzazioni. In secondo luogo modificare la tipologia di contenuti da sponsorizzare privilegiando contenuti meno promozionali e maggiormente orientati al coinvolgimento e all’interazione degli utenti. Infine investendo su strategie basate sull’azione degli influencer, che da ora in avanti diventeranno determinanti.

Un altro interessante suggerimento contempla l’uso dei gruppi. Come già sappiamo i gruppi Facebook servono per sviluppare una community: i post pubblicati al loro interno hanno una maggiore resa organica e un elevato potenziale di coinvolgimento. Da pochi mesi è possibile creare gruppi Facebook che siano agganciati ad una pagina fan: la prossibilità quindi va sfruttata e può rappresentare una interessantissima alternativa alla minore visibilità organica dei contenuti delle fan page.

Nei prossimi mesi le nuove dinamiche derivate dal cambiamento dell’algoritmo saranno più chiare e si potranno calibrare le nuove strategie promozionali legate alla pagine fan.

Che fare, aspettare?
Si ma… preparandosi da subito al cambiamento.