Social network e aziende: l’importanza dei canali social per il business

Quanto sono importanti i canali social per l’azienda?

Siete tra quelli che pronunciano frasi come: “Facebook? c’è l’abbiamo ma non serve a niente”… E ancora: “LinkedIn? Ho il profilo ma non ci capisco molto e poi non devo trovare mica lavoro…”? Forse è arrivato il momento di dubitare di queste affermazioni.

Bene, nel tempo che avete impiegato a leggere queste due righe e bere un caffè (60 sec?): 100.000 richieste di amicizia sono state effettuate su Facebook, 278.000 tweet sono stati postati su Twitter, 11.000 ricerche professionali avviate su Linkedin e 72 ore di video sono state caricate su YouTube.

Tutto questo in soli, vale  la pena ripeterlo, 60 secondi.

Di fronte a questo enorme flusso di “attività comunicativa e relazionale” è lecito farsi alcune domande ma ancora più importante, trovare delle risposte esaurienti.

A prescindere dall’opinione che vi siete fatti sulla utilità di tali mezzi ai fini delle vendite un dato di fatto resta incontrovertibile: i social media hanno rivoluzionato il mondo digitale ormai da anni, sono “mezzi di comunicazione” a tutti gli effetti, come lo fu la televisione 60 anni fa, ne più ne meno.

Attraverso i social media milioni di persone transitano, spendono del tempo, producono opinioni, effettuano scelte, leggono, scaricano, condividono, visualizzano, commentano, recensiscono, scoprono prodotti, brand e, che ci crediate o meno, accrescono le propensioni all’acquisto, determinano e giudicano i prodotti o servizi acquistati e veicolano a milioni di altri utenti i prodotti, i servizi e i brand di cui vengono a conoscenza e di cui si ritengono soddisfatti (o insoddisfatti).

Non è quindi possibile ignorare i cosiddetti social dal punto di vista del marketing aziendale, perchè? Perché le persone e i potenziali clienti, si sono spostati, ormai da molto tempo sul web e i canali social sono uno dei mezzi attraverso il quale si fruisce del web. Questo è un dato di fatto. Se pensate che i social network non vi servano a niente, a prescindere dal tipo di prodotto o servizio che desiderate vendere, dovete sapere che state rinunciando a comunicare con una parte più o meno ampia dei vostri potenziali clienti esattamente dove essi si trovano oggi: su internet .

Social si ma c’è anche dell’altro…

I social network rappresentano una parte importante ma non l’unica del più vasto concetto di comunicazione digitale che include:

• il ripensamento  e l’ottimizzazione dei siti istituzionali,

• l’uso di siti blog aziendali alimentati e ottimizzati per fornire argomenti di interesse per i potenziali clienti e che permettano all’azienda di emergere per prima nei risultati delle ricerche effettuate su Google dai potenziali clienti,

• l’utilizzo intelligente e strategico dell’email marketing,

• la creazione di campagne AdWords (Google) per parole chiave rilevanti per l’azienda che conducano a landing page finalizzate all’acquisizione di dati e alla conversione,

• la creazione e condivisione di contenuti video su quello che oggi è il secondo motore di ricerca al mondo: YouTube.

E si potrebbe proseguire ma per adesso ci fermiamo qui.

La maggior parte delle piccole e medie imprese ha ormai compreso che è impossibile non investire nella comunicazione attraverso almeno un canale social ma il problema è che non riesce a sfruttarli al punto tale da renderli una reale e proficua risorsa di business. Nella maggior parte dei casi, infatti, queste aziende si limitano ad aprire una pagina, scrivere qualche post autoreferenziale e di prodotto e aspettare che si compia quello che potremmo definire “ll miracolo della moltiplicazione dei clienti“ che, ovviamente, non si realizza mai.

Sui canali social bisogna agire con strategia, sulla base di una analisi puntale del proprio target, utilizzando un linguaggio che non può essere quello di una volta, spostando il baricentro dal prodotto alla persona (concetto base di ogni strategia di “inbound marketing”), rispettando una linea editoriale coerente che si sviluppi con continuità e costanza nel tempo e… ma questo è un discorso diverso che affronteremo più avanti.