Google è cieco ma sa leggere: breve guida su come ottimizzare le immagini

Una breve guida su come ottimizzare le immagini per Google.

E’ un dato di fatto: Google è cieco, cieco dalla nascita. Il più grande, potente ed esaustivo motore di ricerca del mondo ha la stessa dote visiva di una talpa.
La domanda che potremmo farci allora è “come mai le immagini sono presenti quando noi facciamo una ricerca?” Come mai esiste un’intera parte del motore di ricerca esclusivamente dedicato alle immagini? 

Chi di noi non ha mai fatto una ricerca per immagini?

Tutti noi ogni giorno, cerchiamo delle immagini utilizzando un motore di ricerca essenzialmente cieco, che non vede (letteralmente) ciò che ci restituisce come risultato della nostra ricerca. Ma allora, com’è possibile che cercando “scarpe da trekking rosse” lui mi metta disposizione effettivamente le immagini di decine di scarpe, scarpe da trekking, per l’appunto di colore rosso. Come diavolo può sapere com’è fatta una scarpa da trekking, rispetto ad una scarpa da ginnastica. Come può sapere quale scarpa è rossa e non invece verde o gialla?

La verità è semplice anche se decisamente contro-intuitiva: Google ci vede perché sa leggere.

Si potrebbe facilmente obbiettare che le immagini sono fatte di forme, colori, luci, pixel, non certo di lettere e parole. L’obiezione è pertinente, ma non del tutto vera.

Le immagini che quotidianamente vengono date in pasto a Google da tutti i siti web, da tutti i social network e repository del pianeta, contengono meta-informazioni testuali (o altrimenti definiti attributi testuali) che descrivono a parole ciò che l’immagine rappresenta. Google risponde alla nostra ricerca di scarpe da trekking rosse con una immagine che nella sua meta-descrizione sicuramente contiene le tre parole chiave: scarpe / trekking / rosse.

Google vede solo se siamo noi a dirgli cosa deve vedere.

Google vede un’immagine nella misura in cui siamo noi a dirgli cosa quell’immagine rappresenta e quale caratteristiche visive ha.
Ora sappiamo che una grande fetta dei risultati delle nostre ricerche sul web sono costituite da immagini. Sappiamo anche che spesso le immagini valgono più delle parole. Ci mostrano immediatamente ciò che stiamo cercando e meglio di qualunque parola, ci conducono alle informazioni che vogliamo e, aggiungerei, all’acquisto di ciò che desideriamo.

Ogni immagine che carichiamo sul nostro sito contiene 4 attributi testuali che sono un percorso obbligato (e ovvio) per chiunque faccia della SEO una professione:

Breve guida su come ottimizzare le immagini per Google

Breve guida su come ottimizzare le immagini per Google

  1. TITOLO: il riferimento principale dell’immagine
  2. DESCRIZIONE: riferimento secondario ma sempre utile per arricchire le informazioni che definiscono il contenuto dell’immagine
  3. ALT TEXT: l’attributo fondamentale che ogni immagine deve avere. Letteramente significa “Testo Alternativo” ed è quello che il motore di ricerca utilizza per classificare  e definire il contenuto dell’immagine. Come pensate che Google possa interpretare la vostra meravigliosa foto delle scarpe da trekking rosse se questo testo è qualcosa del tipo “45689045_uj_L.jpg”?
  4. DIDASCALIA: questo è un testo didascalico spesso visibile nella pagina che contiene l’immagine: anch’esso, seppure con minore peso, contribuisce alla corretta identificazione dell’immagine da parte del motore di ricerca.

Arriviamo al punto di questa breve guida su come ottimizzare le immagini per Google.

Siamo impegnati giorno dopo giorno a vendere i nostri prodotti e servizi sul web. Tanto lavoro, se siamo bravi, lo dedichiamo ad ottimizzare i contenuti dei nostri siti e dei nostri e-commerce affinché i nostri contenuti scalino le classifiche dei risultati di ricerca di Google, sudando per ogni singola posizione guadagnata dai nostri testi.
Se è vero che le immagini sono un buona parte dei risultati di ricerca di Google… perché non dedichiamo loro la medesima attenzione che dedichiamo agli altri contenuti?
Esistono siti che non riescono a competere sui contenuti testuali con siti più grandi e trafficati ma li sorpassano alla grande quando si tratta di immagini e riescono, grazie ad una loro corretta ottimizzazione a posizionarsi nei primi risultati delle ricerche.

Davide ancora una volta può abbattere Golia, a patto che utilizzi bene la sua fionda.